Mi piace trovare il Bello dove gli altri non lo vedono perchè la Bellezza, come la Verità e la Bontà, è un antidoto contro il pessimismo, un invito a gustare la vita, una espressione di Dio. Il mio sforzo fotografico è perciò rivolto a comunicare e trasmettere la Bellezza attraverso l’uso consapevole della luce, della prospettiva, del colore e della composizione alimentato in questo dalla passione, dalla curiosità nei confronti del mondo e della storia, dalla pazienza e dalla tenacia. E’ infatti la passione e la tenacia che mi spingono a tornare più volte e a orari improbabili nello stesso luogo in paziente attesa della luce e dell’inquadratura migliore, del momento più favorevole o semplicemente per mettere a suo agio il soggetto.

Il mio nome anagrafico è Stefano Bertozzi ma, volendo trovare un nickname o pseudonimo che avesse un pò di attinenza con la fotografia, mi sono scelto il nome di Davide Cherubini con il quale sono forse meglio conosciuto sul web. Cherubino è infatti l'Angelo della luce e Davide con una piccola fionda sconfisse Golia ed io con una piccola compatta faccio fotografie dove la luce è protagonista.

Ho sempre avuto la passione della fotografia e fotografo da oltre quaranta anni, da quando mio padre permise a me tredicenne di usare la sua Zeiss, macchina costosa di allora e così, imparando dal libretto di istruzioni i concetti di fuoco, profondità di campo, esposizione incominciai ad avere i primi risultati fra lo stupore dei miei familiari.

A diciannove anni ho appreso come sviluppare le pellicole e come stampare in camera oscura e così tramite piccoli lavori a corollario della mia vita da studente ho reperito i mezzi economici per dotarmi dell’attrezzatura da camera oscura e di una reflex con un paio di obiettivi. Sono pertanto passato dal bianco nero in parte auto sviluppato e stampato degli anni 60 e primi anni 70 alle diapositive a colori di fine anni 70 e anni 80 e con le tematiche più tipiche ossia ritratti di amici e familiari e reportage delle vacanze. Negli anni 90 e primi anni 2000 la macchina fotografica e relativi accessori è rimasta a lungo chiusa nel cassetto a riposare.

Con l’avvento del digitale, attratto dalla maggior facilità di archiviazione e catalogazione delle immagini e dalle ampie possibilità offerte dalla post produzione sono tornato a fotografare ma senza più borse, obiettivi, zaini e pesi vari. Mi sono reso conto che per il tipo di fotografia a me più congeniale una piccola macchinetta tascabile e compatta è tutto ciò che mi serve, libero dall'onere di dover portare sempre con me la valigetta del fotografo.

 

I like to find beauty where others don't... because Beauty, like Thruth and Goodness, is an antidote against pessimism, an invitation to enjoy life.

My photography is therefore devoted to communicate and transmit Beauty using light, perspective, color and composition motivated by passion, curiosity, patience and perseverance.

Passion and perseverance often drive me back to the same places many times at any hour waiting for best light and framing, best moment or simply to put at ease the subject.
Photography helps me to see what surrounds us and what we often overlook. The camera helps me to avoid this error.

My name is Stefano Bertozzi, better known on the web as Davide Cherubini : Cherubin the Angel of Light, and David who defeated Goliath with a small slingshot as I capture light with my small camera.


My love for photos dates back to my childhood at thirteen years old as my father first allowed me to use his Zeiss, an expensive camera at that time . Then reading the instruction booklet I began learning the concepts of focus, depth of field, exposure and I had the first results with the amazement of my family.

At nineteen I practiced developing film and printing in the darkroom and through little jobs during my student life I earned money to buy darkroom equipment and a reflex camera with a couple of lens. I started in the 60's and early 70's with black and white photos which I developed and printed myself and later in the 70's and 80's I practiced color slides with typical issues such as portraits of friends, family and travel and holidays reports. In the 90's and early 2000 my camera and its accessories have long remained closed in the drawer to rest.

Then in the digital era, attracted by the ease of archiving and cataloguing images and the various possibilities offered by post-production I came back to photography but no more stock, lenses, backpacks and weights: finally I realized that a small pocket-sized camera is all I need for the kind of photography I do.